Cessate il fuoco ELN – Governo

cese al fuego bilateral

di Oscar Paciencia
Jamundí – 7 settembre 2017

“Al fine di concretizzare azioni e dinamiche umanitarie, il Governo Nazionale e l’Esercito di Liberazione Nazionale hanno concordato un cessate il fuoco bilaterale e temporaneo che riduca l’intensità del conflitto armato. Il suo obiettivo principale è quello di migliorare la situazione umanitaria della popolazione”
Il primo settembre le FARC-EP (Fuerzas Armadas Revolucionarias de Colombia -Ejercito del Pueblo) si sono costituite in partito politico, FARC (Fuerzas Alternativas del Común).
Tre giorni dopo a Quito, Ejercito de Liberación Nacional (ELN) e Governo colombiano hanno raggiunto un accordo sul cessate al fuoco bilaterale e temporaneo: a partire dal primo di ottobre fino al 12 di gennaio del prossimo anno non solo verranno silenziate le armi, ma le due parti si sono anche impegnate e sospendere le ostilitá.
Al momento non é dato sapere nel dettaglio quali “ostilitá” verranno cessate, dato che questo sará oggetto di un protocollo d’intesa che verrá negoziato tra le parti entro il 30 settembre.
I temi ipotizzati a carico dell’ELN, oggetto della sospensione, riguardano l’estorsione, il sequestro, le mine antiuomo, il reclutamento dei minori di 15 anni, gli attacchi alle infrastrutture comprese quelle petrolifere. Al Governo viene richiesto di rafforzare il sistema di Allerta Rapida col fine di proteggere i leader sociali, migliorare le condizioni carcerarie dei prigionieri eleni, di applicare finalmente la legge che depenalizza reati relativi alla protesta sociale e promuovere incontri tra la societá colombiana e la Mesa di Quito (tavolo delle trattative in corso ELN-Governo).
La verifica – ardua – del processo é affidata al governo, all’ ELN, alla ONU e alla Chiesa cattolica. Molte le difficoltá se si considera che nei territori implicati non esiste solo l’ELN come fattore armato (paramilitari, EPL, bande criminali – bacrim) e che non si hanno certezze sulla condivisione della scelta da parte di alcuni Fronti eleni.
Certo é che senza la potente spinta della societá organizzata del Chocó e la venuta del Papa, questa importante firma non ci sarebbe stata. Mentre questo secondo fattore si puó considerare inerziale (nel senso di approfittiamone), la determinazione delle molteplici e diversificate Organizzazioni Chocoane (Dipartimento del Nord Pacifico) nel rivendicare con forza la loro ‘Proposta di Accordo Umanitario ORA! nel Chocó presentata alla Mesa di Quito il 19 agosto scorso, hanno fatto in modo che le ragioni storiche dell’abbandono, della miseria, della violenza, delle morti e degli sfollamenti forzati emergessero dall’oblio voluto.

Histórico acuerdo entre Gobierno de Colombia y ELN de cese al fuego temporal
por Agencia EFE
4 de septiembre de 2017
A pocos días que el Papa Francisco pise el suelo colombiano, el gobierno de este País y la guerrrilla del’ Ejercito de Liberación Nacional ELN subscribieron un hístórico acuerdo de cese al fuego bilateral y temporal.

Quale pace per i minatori?

logo paro minero

Murales paz

di Oscar Paciencia
1 settembre 2017
Ci sono voluti 42 giorni di sciopero generale continuato; miniere d’oro deserte; negozi chiusi scuole distrutte; tre morti ufficiali e altre tre non contabilizzate; oltre 50 feriti e 20 arresti; centinaia di persone sfollate dalle loro abitazioni. E’ stata necessaria la pazienza della Mesa Minera e degli ottantamila abitanti tra Segovia e Remedios (piccole cittadine nel nordest di Antioquia), ma anche la loro determinazione nel resistere all’incursione della polizia, dei battaglioni speciali dell’ESMAD – Escuadrón Móvil Antidisturbios – autori dei tre omicidi e dei gruppi paramilitari, mai estinti in questa zona del Paese. Infine la resistenza civile, attrezzata a sopportare la mancanza di alimenti, inventandosi 36 cucine comunitarie sparse per Segovia e foraggiate dalla solidarietá; mantenendo in funzione l’unico centro di salute presente, costantemente circondato dalle forze dell’ordine; permettendo lo svago ai ragazzini e alle ragazzine proponendo attivitá ricreative.
Alla fine la disputa tra i minatori tradizionali di Segovia e Remedios da un lato e il governo nazionale, dipartimentale, l’impresa Gran Colombia Gold (canadese) dall’altro si é conclusa con la firma di un accordo accettato dai minatori e dalla Mesa Minera , loro rappresentante.
Rimane peró una domanda: se la Colombia ha fatto la pace con le FARC e (pare) si appresta a farla con l’ELN, di quale pace si tratta? Quali cambiamenti apporta questa pace nei territori, nell’economia, nella gestione dei conflitti, nelle rivendicazioni, nella convivenza, se occorrono ancora morti, sfollamenti, saccheggi, distruzioni provocati dallo stato?
E’ possibile considerare in pace i municipi di Segovia e Remedios?
PARO MINERO EN SEGOVIA Y REMEDIOS: CONTRA EL DESPOJO POR LA DIGNIDAD
por Fernando Álvarez de ASOVISNA
28 de agosto 2017
Los municipios de Remedios y Segovia se han caracterizado por su vocación minera. De las profundidades de su suelo se extrae metal precioso, oro, desde mediados del siglo XIX. Allí tuvieron asiento compañías mineras extranjeras, la última, Frontino Gold Mines dató de 1927, pero en 1975 se declaró en quiebra y en 1977 firmó un acuerdo concordatario que dejaba la empresa en dación de pago a pensionados y trabajadores, con administradores colombianos y la responsabilidad de crear un fondo para asegurar las pensiones adquiridas y las que se sucedieran a futuro. Una vez estableciera el fondo la empresa pasaría a mano de los trabajadores.

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